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Spesso le opere d’arte e la morte sono strettamente intrecciate le une all’altra. La realtà crudele espressa in immagini può essere sgradevole; eppure se l’energia che traspare dovesse essere riconosciuta cupa e ingiusta potrebbe non essere solo a causa di ciò che rappresenta. Dobbiamo piuttosto vederla come il tentativo di affrontare ciò che di oscuro c’è nelle nostre vite e nel mondo in cui viviamo, come un processo per mutare in comprensione le nostre incomprensioni. (Guardate il blog sul PC)
4 commenti:
Ha messo in conto la ciotola di plastica visto che i proprietari si erano dimenticati di portare la propria. Non divulghiamo cazzate
Potrei dirti che è taggato come citazione e quindi di rivolgerti al sig./ra Giovy Novaro, ma ho voluto approfondire.
Il bar è il "Signore e Signori" un bar "ricco" situato nella centralissima piazza a Treviso (recensioni 490, valutazione su google: 3,0 !!! e già questo è indicativo).
Due clienti. Seduti al tavolo. Consumazioni: uno spritz e un’acqua e menta.
Per il caldo, hanno pensato di chiedere un po’ d’acqua per il loro cagnolino.
Al momento del conto quella ciotola (e non l'acqua, definiamo ciotola un piattino di carta) d’acqua è costata 30 centesimi, un prezzo marginale, certo, ma ancora più marginale per il bar, davvero qualcosa di insolito visto che normalmente gli esercizi la forniscono con un sorriso e magari anche una carezza al quattrozampe.
Il sig./ra Giovy Novaro ha fatto bene a mettere in evidenza l'episodio e se fossi il proprietario del bar di Treviso, un pò mi vergognerei e non la definirei una cazzata.
Io abito a Treviso da molti anni, pur essendo meridionale e cose così non ne avevo mai sentite; quello che vedo è all'opposto una particolare attenzione per gli animali, talvolta maggiore a quella riservata ai migranti.
Il bar in questione lo conosco di fama, non è il mio preferito: troppo snob, troppo caro e frequentato da persone a cui piace stare in vetrina, perché si trova nella piazza principale del centro cittadino dove avviene lo struscio.
Ciò che so di seconda mano, da amici di cui ho piena fiducia, è che si sono fatti pagare la ciotola usa e getta, non certo l'acqua (di rubinetto, che qui è potabile).
Dei proprietari di cani troppo suscettibili, che bene abituati altrove, hanno trovato intollerabili quei 30 cent, oppure i proprietari del bar hanno voluto esagerare mettendo in conto qualsiasi cosa, poco sensibili all'impopolarità della stessa?
Al posto di questi ultimi a me non sarebbe neanche venuto in mente una trovata del genere, il costo della ciotola plastificata del resto è già ben ammortizzata nel conto che sono soliti presentarti. Scusami per il termine "cazzata", che rileggendomi trovo una scelta terminologica infelice.
Garbo, ti rendi conto? "una particolare attenzione per gli animali, talvolta maggiore a quella riservata ai migranti"!!! è una cosa pesantissima questa che hai detto.
Comunque amo il veneto (e puoi vederlo dalle foto di Venezia raccolte in più e più anni di frequentazione) non amo i veneti che hanno un certo pensiero.
Il bar lo immaginavo esattamente come lo hai descritto, i proprietari del cane saranno degni clienti ed ecco il mix giusto per far nascere un problema dove problema non c'è.
Un caro saluto, a presto.
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