: : Michele Fabbri : :
(da: Michele Fabbri, Apocalisse 23)
La leggera afasia che mi ha sfiorato
rammemora gli istinti sovvenuti
all'indugio del tempo rallentato:
slegarsi lentamente dei minuti.
Il respiro profondo di ogni afflato,
a risveglio dei sensi ormai caduti
nel vuoto di un silenzio prolungato,
attende dimensioni e spazi acuti.
Cullandomi nel vuoto primordiale,
essenza originaria della vita,
dimentico passione e disinganno:
mi abbarbico a colonna di stilita.
Dal tempo disastrato di ogni anno
rinasco nel mio mondo immaginale.

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