Jakub Schikaneder - Poslední cesta (L'ultimo Viaggio)(ca. 1890-95)

giovedì 30 dicembre 2010

Antonio Allegri detto il Correggio


Correggio - Giove e Io (ca.1531)
olio su tela 163,5 × 74 cm - Kunsthistorisches Museum di Vienna

Il dipinto fa parte di una serie realizzata per il duca di Mantova Federico II Gonzaga avente per tema gli amori di Giove ed è dedicato alla vicenda di Io, sacerdotessa di Era. Invaghitosi di lei ma timoroso della gelosia di sua moglie, Giove fece calare una fitta nebbia sulla terra e sedusse l'affascinante fanciulla.

L'opera è carica di passione e mistero, tenebrosa ed elegante allo stesso tempo.
Io, la pelle bianca come il latte, è estremamente sensuale. La bruma fosca che l'avvolge fa trasparire appena il volto di Giove; il tutto in netto contrasto con lo splendore della donna.

Per la cronaca la storia non finì li.
Era, accortasi del sotterfugio, trasformò la giovane in una vacca, ma Giove continuò a vederla trasformandosi in toro. Allora la dea decise di farla sorvegliare da Argo, il gigante dai cento occhi.
Ermes, incaricato da Giove, addormentò Argo e lo uccise, liberando la vacca. In seguito Era mandò un tafano a pungere Io, che cominciò a correre per tutta la Grecia per sfuggire all'animale infastidita fino alla pazzia.
Arrivata al braccio di mare tra Europa e Asia, attraversò a nuoto lo stretto, che così prese il nome di Bosforo dal greco Βοῦς ("bous", vacca) e πόρος, ("poros", passaggio).
Finalmente Io giunse in Egitto, dove partorì Epafo, riacquistando le fattezze umane.
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