1. Ma davvero il Signor Presidente del Consiglio di un Paese membro del G7 e nona economia del mondo può pensare di scaricare l’intera responsabilità di una vicenda così grottesca sull’Ufficio del Consigliere Diplomatico di Palazzo Chigi dopo aver chiacchierato amabilmente per un quarto d’ora con un comico russo che (con pesante accento moscovita) si spacciava per un leader africano?
2. E ancora: davvero la sicurezza nazionale di questo Paese è in mano a gente che cade mani e piedi su un simile scherzo di quart’ordine? Davvero il sistema di controllo di Palazzo Chigi è così dilettantescamente perforabile?
3. E, punto ancora più rilevante: davvero Meloni discute senza alcun filtro con un presunto personaggio che palesemente non conosce e a cui, tuttavia, si sente libera di parlare apertamente di politica estera, guerra in Ucraina, questione migratoria, rapporti con l’Africa, delicate questioni diplomatiche internazionali, senza mai, neanche per un istante, farsi venire il sospetto che la stessero prendendo in giro?
Non so voi, ma io, come cittadino di questo Paese, di fronte a quel quarto d’ora di conversazione surreale, mi sono sentito e mi sento profondamente in imbarazzo e legittimamente preoccupato nel sapere chi - vertici e staff - e come, in un momento storico così delicato, ricopre ruoli così importanti e rappresenta le istituzioni di questo Paese.

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