I virus saltano dai pipistrelli all'uomo per colpa di scavi e disboscamenti
(di Alessia Mari)
Studiare gli agenti patogeni nei pipistrelli è l'unico modo per sapere quale sarà la prossima
pandemia. A rischio i luoghi dove l'uomo devasta ambiente, "sfrattando" la fauna selvatica.
La prossima bomba pandemica sta ticchettando nelle grotte del Brasile. Migliaia di antri bui e profondi disseminati nella foresta amazzonica, abitati da innumerevoli pipistrelli, culla del prossimo salto di specie di nuovi virus, secondo i biologi dell'università di Brasilia. Che, tra il disinteresse delle autorità e finanziamenti a singhiozzo, tentano di studiare i patogeni di cui sono portatori gli animali. "E' l'unico modo per prevenire la prossima pandemia", affermano. In Brasile le zone virologicamente "calde" sono cresciute del 40% in 20 anni. 2 volte e mezzo più velocemente che nel resto del mondo. La deforestazione selvaggia è andata a "disturbare" i pipistrelli a casa loro, aumentando i contatti con l'uomo. In più, lo stress negli animali ha incrementato l'accumulo di virus in saliva, feci e urina, moltiplicando i rischi di contagio. Qui lo chiamano "effetto Bolsonaro", l'ex presidente che snobbava contemporaneamente tutela ambientale e ricerca scientifica. In Africa, altro luogo dove si sente forte il ticchettare della bomba pandemica, si chiama "effetto miniere". Gli scavi di minerali preziosi coincidono per oltre un terzo con zone virologicamente calde. Tanto che in Ghana è stata certificata la prima morte per Marburg, violenta febbre emorragica che ha ucciso un giovane coltivatore di prugne. Contagiato probabilmente da un pipistrello della frutta che, cacciato dal suo habitat, aveva cominciato a cibarsi dei frutti coltivati nel villaggio, contaminandoli con i suoi morsi.
da: rainews

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