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Spesso le opere d’arte e la morte sono strettamente intrecciate le une all’altra. La realtà crudele espressa in immagini può essere sgradevole; eppure se l’energia che traspare dovesse essere riconosciuta cupa e ingiusta potrebbe non essere solo a causa di ciò che rappresenta. Dobbiamo piuttosto vederla come il tentativo di affrontare ciò che di oscuro c’è nelle nostre vite e nel mondo in cui viviamo, come un processo per mutare in comprensione le nostre incomprensioni. (Guardate il blog sul PC)
3 commenti:
Da piccolo le assaggiavo ma erano considerate cibo per i maiali.
Si vendevano sulle bancarelle fuori dal cinema, come le fusaje o come dicono quelli "fori porta" i lupini, i ceci tostati i bruscolini (semi di zucca) e altre schifezzuole. Ora tutto è soppiantato dagli americani pop corn in bicchieroni enormi a livello industriale la cui puzza è uno degli "n" elementi che mi hanno scoraggiato nel tempo dall'andare al cinema.
Al cinema all'aperto si sgranocchiava soprattutto calia (ceci tostati) e semenza (semi di zucca), con cento lire avevi un bel cartoccio (fatto col giornale) pieno. Verso la fine del film cominciava a fare fresco.
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