Norman Lindsay - Tom O'Bedlam (1918)
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Tom O'Bedlam è un termine storico e letterario utilizzato per descrivere un tipo specifico di mendicante o vagabondo nell'Inghilterra del XVI e XVII secolo.
Il nome deriva dal Bethlem Royal Hospital di Londra (comunemente noto come Bedlam), il più antico ospedale psichiatrico del mondo.
I Tom O'Bedlam erano mendicanti che sostenevano di essere stati pazienti del Bedlam.
Alcuni erano effettivamente malati mentali rilasciati per mancanza di fondi; altri erano "Abraham-men" che fingevano la follia per ottenere elemosina.
Spesso portavano una piastra di stagno sul braccio come "licenza" per mendicare, anche se l'autenticità di queste licenze è storicamente dibattuta.
Il personaggio è diventato una figura archetipica potente, simbolo di una follia visionaria o poetica. Anche nel Re Lear di Shakespeare, il personaggio di Edgar si traveste da "Povero Tom" (un mendicante di Bedlam) per sfuggire alla cattura, adottando il linguaggio frammentario e selvaggio tipico di queste figure.
C'è poi Tom O'Bedlam's Song (circa 1620) che è considerata una delle più belle poesie anonime in lingua inglese, celebrata per le sue immagini oniriche e la sua metrica ipnotica.
Anche Robert Silverberg ha usato questo "personaggio" nel romanzo intitolato Tom O'Bedlam (1985), ambientato in un futuro post-apocalittico dove il protagonista ha visioni di altri mondi.

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