André Kertész - Le chien concierge, Paris, 1926
mercoledì 28 ottobre 2015
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Spesso le opere d’arte e la morte sono strettamente intrecciate le une all’altra. La realtà crudele espressa in immagini può essere sgradevole; eppure se l’energia che traspare dovesse essere riconosciuta cupa e ingiusta potrebbe non essere solo a causa di ciò che rappresenta. Dobbiamo piuttosto vederla come il tentativo di affrontare ciò che di oscuro c’è nelle nostre vite e nel mondo in cui viviamo, come un processo per mutare in comprensione le nostre incomprensioni. (Guardate il blog sul PC)
2 commenti:
Che equilibrio. Grande André Kertész , l'ho scoperto ora, grazie a te.
Grazie per il commento.
Cri
Kertész è un grande.
Prego, l'argomento era stimolante.
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