Massimo Chierici
La carta “Dedicata a te” 382,5 euro (31,8 euro al mese) per l'acquisto di beni alimentari di prima necessità (con la possibilità di usufruire in convenzione, per ora mia sembra solo alla CONAD, di un 15% di sconto) per quel 1.300.000 famiglie in difficoltà economica non è un escamotage (o meglio lo è ma per ragioni più ideologicamente strutturate) per attenuare (poco) il disagio economico ma è un fil rouge che collega l'attuale governo con le politiche sociali fasciste.
Soprattutto dal 1930 in poi, dopo la grande crisi di Wall Street del 1929, la povertà era diventata endemica nel paese e il fascismo intervenne esattamente come sta facendo questo governo, ovvero scollegando chi era in difficoltà dal sistema previdenziale (che poi per chi lavorato o caduto in disoccupazione era ben poca cosa e frantumato in quasi 2000 mutue diverse che coprivano solo 2,6 milioni di lavoratori) ed erogando, prima attraverso l'Ente opere assistenziali poi tramite l'Ente Comunale di Assistenza (che aveva acquisito e accorpato i patrimoni di quelle Congregazioni della carità a cui erano state delegate altre forme di sostegno al disagio economico o familiare chiaramente irrisorie), buoni alimentari mensili calibrati sul numero dei figli o buoni pasto presso mense gestite da loro.
Ora come allora gli scapoli (che se lavoravano dovevano pure sostenere una tassa sul celibato) non ne usufruivano e, ovviamente, se non eri iscritto al Partito fascista.
Insomma se voti dei fascisti, ti ritrovi politiche sociali fasciste e perdipiù micragnose visto che “Dedicata a te” è annua e una tantum. Sono riusciti a fare peggio dei loro padri, non male.

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