GRICIA
FILETTO AL PEPE VERDE
Spesso le opere d’arte e la morte sono strettamente intrecciate le une all’altra. La realtà crudele espressa in immagini può essere sgradevole; eppure se l’energia che traspare dovesse essere riconosciuta cupa e ingiusta potrebbe non essere solo a causa di ciò che rappresenta. Dobbiamo piuttosto vederla come il tentativo di affrontare ciò che di oscuro c’è nelle nostre vite e nel mondo in cui viviamo, come un processo per mutare in comprensione le nostre incomprensioni. (Guardate il blog sul PC)
6 commenti:
Ore 12, momento zen. Da intendersi in senso giornalistico o metafisico? O forse metaforico?!
Ironico. Hai mai pensato la quantità di flora e fauna che "sparisce" dalla faccia della terra alle 12? E' esattamente il contrario della purezza della meditazione.
Le foto possono stimolare l'appetito. Non si vive di sola meditazione. I vegani veri fanno una bella fatica e i vegetariani sono in genere poco rigorosi. Il vero scopo della mia domanda era capire se ti fotografavi il piatto che poi mangiavi (non mi sembri il tipo).
Invece lo sono. Il mio rapporto con il cibo è molto particolare.
Il rapporto con il cibo non è mai lineare, credo. Dopotutto il canale digerente ha due estremità, variamente considerate anche nel linguaggio.
Esatto.
Comunque per me un buon piatto è un opera d'arte al pari di tante altre che vediamo qui.
E ti dirò di più, mentre un quadro ti tocca il cuore passando dagli occhi, una amatriciana ti tocca il cuore a 360° con tutti e 5 i sensi. Vista, udito (quel sciuak-sciuak mentre la amalgami), olfatto, gusto e tatto quando fai la "scarpetta".
Un buon vino e un buon alcolico completa l'opera dandoti serenità e leggerezza facendoti dimenticare affanni, tristezze e final destination.
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