Miles Cleveland Goodwin - Death and the Mules (2025)

giovedì 16 ottobre 2025

Massimo Arcangeli






Una propaganda filoamericana e filoisraeliana senza precedenti, martellante senza sosta nel silenzio di un'Europa prona e desovranizzata (con poche eccezioni, come la Spagna di Sánchez), vuol far passare una tregua imposta da un neofascista alleato di un criminale di guerra, già condannato da un tribunale internazionale, per una pace millenaria frutto dello sforzo congiunto di due benefattori dell'umanità.

Un neofascista presidente americano che dopo aver reso irriconoscibili gli Stati Uniti, trasfigurandoli in un regime dispotico non dissimile dal Portogallo di Salazar o dalle dittature dei caudillos dell'America Latina, prima del raggiungimento di quella tregua ha avallato e mallevato il massacro compiuto dal complice, responsabile di un GENOCIDIO che non resterà impunito, pretendendo perfino per sé il Nobel per la pace.

Tutto questo mentre una presidente del Consiglio, da sbandieratrice dell'innegoziabile sovranismo preelettorale divenuta rodomontesca caricatura di se stessa, sparge irresponsabile odio in un'Italia già dilaniata, accusando chi dissente dal suo trumpismo acquisito di essere più fondamentalista dei TERRORISTI di Hamas e recitando da vittima dopo aver (ri)acceso la miccia.

Una presidente del Consiglio che come nella più classica logica della trasmissione verticale delle leve del potere dal capo supremo ai primi subordinati nella scala gerarchica, genuflessa al cospetto di un portatore insano del virus micidiale di un Nuovo Ordine Mondiale che incombe ormai minaccioso sull'intero pianeta, replica perfino nei suoi modi e nei suoi modelli comunicativi la provinciale acquiescenza italica al neopadrone del mondo: è lo smagliante romanesco della Garbatella, che riciccia e riesplode populistico, per la gioia degli astanti, nei passaggi salienti di un comizio o di un discorso istituzionale.

La meravigliosa Italia che non cambia mai. Capace di passare nello spazio di un secondo dall'indignazione generale per lo sterminio di una popolazione al silenzio assordante della solita maggioranza silenziosa, in ottusa attesa di capire, prima di prendere posizione o di schierarsi, come finirà, agli osanna dei cambiacasacca e dei voltagabbana lesti a salire sul carro del vincitore ma sempre pronti a saltar giù al primo accenno di cambiamento del vento perché soffi sempre a loro indisturbato vantaggio.






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