Primavera 1978, Roma.
L'Arcivescovo Salvadoregno Oscar Arnulfo Romero, chiede udienza al polacco papa Wojtyla che però lo manda a cagare.
Romero allora si mette in fila, arriva a incontrare un non volente Wojtyla e tenta di consegnargli un corposo dossier che racconta cosa stia succedendo in El Salvador, dove gli squadroni della morte al soldo della dittatura militare al potere, violentano, torturano e uccidono chi gli si oppone, soprattutto la povera gente.
Per la seconda volta Wojtyla lo manda a cagare, senza omettere di raccomandargli di rispettare il governo assassino che comanda nel suo martoriato Paese, perché un cristiano non si oppone alle autorità.
L'Arcivescovo Romero torna in El Salvador e qualche mese dopo, mentre sta celebrando messa, viene assassinato sull'altare dai sicari governativi.
L'osceno papa Wojtyla morirà qualche anno dopo e la chiesa di Roma si affretterà a dichiararlo beato, nell'attesa di santificarlo.

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