Miles Cleveland Goodwin - Death and the Mules (2025)

mercoledì 25 giugno 2014

v3n3zia


Cosa pensereste se nella vostra città dedicassero un viale a un noto serial killer o una piazza a un truce cannibale?
Beh a Venezia, in un certo senso, l’hanno fatto. La fondamenta in questione si trova nel sestiere di S.Croce ed è quella che corre lungo il Canal Grande in vista dello sbocco del canale di Cannaregio: Riva de Biasio.
Siamo nel 1500 e il signor Biasio era un "luganegher", in italiano un salumiere.
Nei macabri registri dei giustiziati, si narra che questo losco figuro preparasse il “guazzetto”, una vivanda particolarmente apprezzata dai veneziani, con carne umana.
Fu smascherato da un barcaiolo, capitato per caso nella sua bottega che trovò nel sughetto del suo appetitoso piatto un dito con relativa unghia: Biasio fu denunciato alla Quarantìa criminale e quindi condannato a morte violenta. 
Dalla sua cella fu preso e trascinato a coda di cavallo, poi gli furono mozzate le mani, fu torturato con delle tenaglie e decapitato. Il corpo fu tagliato in quattro e ogni pezzo fu appeso in un luogo diverso della città. La sua casa fu infine spianata fino alle fondamenta, rivelando i resti dei molti corpi delle vittime, spesso bambini,  di questo sinistro personaggio. 
La zona dove fioriva la sua attività fu per sempre identificata col suo nome.



Sempre legato a questa storia è l'altorilievo che si trova sempre a S.Croce sulla facciata della chiesa di S. Zandegolà (che sarebbe S. Zan Degolà che sarebbe S. Giovanni Decollato).
La scultura rappresenta la testa del Battista ma gli abitanti del quartiere a volte per spaventare i bambini e farli obbedire dicevano loro che quella era la testa mozzata di Biasio.


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