
mercoledì 28 aprile 2010
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Spesso le opere d’arte e la morte sono strettamente intrecciate le une all’altra. La realtà crudele espressa in immagini può essere sgradevole; eppure se l’energia che traspare dovesse essere riconosciuta cupa e ingiusta potrebbe non essere solo a causa di ciò che rappresenta. Dobbiamo piuttosto vederla come il tentativo di affrontare ciò che di oscuro c’è nelle nostre vite e nel mondo in cui viviamo, come un processo per mutare in comprensione le nostre incomprensioni. (Guardate il blog sul PC)
4 commenti:
grande dolron, e nella stessa giornata spunta anche spilliaert.. come accostamento è audace.
Ah... ecco... si... lo stavo per dire... questa è desiree dolron. No vabbè confesso, non la conoscevo o meglio non sapevo proprio che questa era una sua foto. conosco quelle underwater ma non conoscevo questa serie. Mi incuriosisce qual'è l'audacia nell'accostamento (poi in un blog così... ordinatamente disordinato)
solitamente gli accostamenti perfetti nascono dal disordine apparente..
audace perchè, almeno nella mia testa, ogni artista è più o meno legato ad altri per inezie più o meno lievi. la dolron e spilliaert -mai- li avrei messi in relazione. ma noto ora che quell'orbita nera della dolron ricorre negli autoritratti con la luce dall'alto di spilliaert.. per non parlare delle luci azzurro elettrico che compaiono sia in lui che in lei.
bene. quindi positivo. uno spiraglio di infinito come direbbe il buon W.Blake. mi piacerebbe riuscire a cogliere questi particolari che al momento non sono nelle mie corde, devo lavorarci.
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