Giuseppe Cirillo 10 Maggio 2026
Pedro Sánchez chiede all’Unione Europea di proteggere la relatrice ONU colpita dalle sanzioni statunitensi
Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, è diventata negli ultimi anni il simbolo principale del dibattito internazionale sulla guerra a Gaza. Al punto tale che attorno alla giurista italiana pare si stia consolidando, per fortuna, una rete culturale e, in alcuni casi, anche politica, che attraversa una parte dell’Europa, Spagna inclusa.
Proprio in Spagna, il capo del governo Pedro Sánchez ha conferito ad Albanese l’Ordine al Merito civile: una delle principali onorificenze civili assegnate alle persone che si sono distinte per meriti civili, attività umanitarie, culturali, diplomatiche o istituzionali. E proprio nel caso di Albanese, il premier spagnolo ha motivato questo riconoscimento parlando del suo “esteso lavoro nel documentare e denunciare le violazioni del diritto internazionale a Gaza”.
Attraverso una lettera, Sánchez ha anche chiesto alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, di proteggere la relatrice ONU per i territori palestinesi occupati dalle sanzioni statunitensi imposte contro Albanese, considerate da Madrid una forma di ritorsione per aver denunciato il genocidio in corso a Gaza perpetrato dall’esercito israeliano. Anche per questo motivo, il governo spagnolo ha chiesto l’attivazione dello “Statuto di Blocco”, il meccanismo europeo pensato per impedire che sanzioni e misure extraterritoriali straniere producano effetti all’interno dell’Unione Europea. Un tentativo, dunque, di arginare anche sul piano economico e finanziario il peso politico esercitato dagli Stati Uniti e, indirettamente, da Israele nel contesto occidentale.

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