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Spesso le opere d’arte e la morte sono strettamente intrecciate le une all’altra. La realtà crudele espressa in immagini può essere sgradevole; eppure se l’energia che traspare dovesse essere riconosciuta cupa e ingiusta potrebbe non essere solo a causa di ciò che rappresenta. Dobbiamo piuttosto vederla come il tentativo di affrontare ciò che di oscuro c’è nelle nostre vite e nel mondo in cui viviamo, come un processo per mutare in comprensione le nostre incomprensioni. (Guardate il blog sul PC)
4 commenti:
A chi piace Proust consiglio la Vita di Tadié.
Che P. si identifichi con una donna innamorata respinta non stupisce. Poi racconta di quella cosa che tutti hanno ma di cui tutti si vergognano che sono le "perversioni".
Interessante.
Allora funziona?
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