Oggi 30 novembre cup3tint3 vuole augurare buon compleanno ad una delle artiste che più rappresenta lo spirito di questo blog: Marina Abramoviç.
Nata a Belgrado e figlia di genitori che lei stessa considera autentici eroi della resistenza serba contro i nazisti, in quasi 40 anni di lavoro - dal lontano 1974, quando ancora studente inizia a realizzare le sue prime provocatorie esibizioni - ha portato alle estreme conseguenze quanto un essere umano può provare; nel fisico e nella mente. Dopo aver vissuto per decenni ad Amsterdam, con l'allora compagno di lavoro e di vita Ulay, si è trasferita (quasi definitivamente) a New York, in un grande loft a downtown.
Marina Abramoviç, body artist per antonomasia - si è autodefinita ironicamente la "nonna della performance". L'anagrafe dice 66 anni -, ha fatto del suo corpo un vero e proprio strumento per misurare dolore, pericolo, edonismo. Il suo credo, mai venuto meno con il passare degli anni, è: "L'arte deve essere una deviazione dalla normalità. Un rischio mentale. Perché solo confrontandosi con l'imprevisto e la paura ci si può evolvere". Si è denudata, drogata, tagliata; si è gettata nelle fiamme, si è incisa una stella sanguinante sull'addome, si è ricoperta di ghiaccio e ha ballato fino a perdere i sensi al suono di un tamburo. Ogni sua performance lascia esterrefatti.
da vogue

Nessun commento:
Posta un commento