Miles Cleveland Goodwin - Death and the Mules (2025)

venerdì 23 marzo 2012

da "La Nausea" di J.P.Sartre


[…] eravamo giovani; adesso sarei abbastanza vecchio per commuovermi della giovinezza degli altri. Ma non mi commuovo. […] Li sento così lontani da me: il calore li illanguidisce, e in cuor loro essi inseguono lo stesso sogno, un sogno così dolce, così languido. Si sentono a loro agio, guardano con fiducia i muri gialli, la gente, trovano che il mondo è bello così com’è, proprio così com’è, e ciascuno dei due, provvisoriamente, attinge il senso della propria vita in quella dell’altro. Fra poco, quei due non faranno più che una vita lenta e tiepida che non avrà più alcun senso - ma loro non se ne accorgeranno. Hanno l’aria di farsi soggezione a vicenda. Alla fine, il giovanotto, con aria goffa e risoluta, prende con la punta delle dita la mano della sua compagna. […] Sì, sono felici. E poi?


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1 commento:

Anonimo ha detto...

”Ma alla fine cosa rimane? Solo il banale orrore di due persone che si trovano per caso, si piacciono, si amano… magari pensano perfino che l’amore sia qualcosa di eterno… finché una delle due abbandona l’altra… e scompare… così come scompaiono mille e mille estranei che nella vita incontriamo per un attimo e non vedremo mai più.
[Dylan Dog