Quando saro` vecchia, mi vestiro` di viola
Con un cappello rosso che non ci sta bene, e che non mi dona.
E spendero` la mia pensione per brandy e guanti estivi,
E candele satinate, e diro` che non ho soldi per il burro.
Mi siedero` sul marciapiede quando sono stanca
E mi mangero` gli assaggi nei negozi, e suonero`
I campanelli d’allarme
E sbattero` il mio bastone contro le inferriate publiche
E mi rifaro` per la sobrieta` della mia gioventu`.
Usciro` in pantofole quando piove
E raccogliero` i fiori nei giardini degli altri
E imparero` a sputare.
Si possono indossare camice terribili e si puo` ingrassare
E si possono mangiare tre libbre di salsicce tutte in una volta
O solo pane e sottaceti per una settimana
E collezionare matite e noccioline e cose varie dentro scatole.
Ma adesso dobbiamo indossare vestiti che ci tengono asciutti
E pagare l’affitto e non dire parolacce per la strada
E dare un buon esempio per i bambini.
Dobbiamo invitare amici a cena e comprare il giornale.
Ma forse dovrei cominciare a fare un po’ di pratica adesso?
Cosi` la gente che mi conosce non rimarra` troppo scioccata e stupita
Quando d’improvviso saro` vecchia e comincero` a vestire di viola.
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3 commenti:
Bella la poesia, peccato la strage ortografica. :)) -P-
come dico sempre in questi casi: conta ciò che trasmette, più che la tecnica.
e hai ragione... ma, la mia antipatica deformazione professionale, non mi abbandona mai. -P-
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