Miles Cleveland Goodwin - Death and the Mules (2025)

venerdì 28 gennaio 2011

Mueen Bsyso


Inginocchiati per un foglio di carta, inginocchiati.
Intingi la penna negli occhi di tuo figlio e scrivi quello che ti ordina:
I connotati di colui che ti massacro’
Sulla soglia di casa con la penna.
Ammucchia i tuoi giorni davanti a te come carta,
non essere timido…
chiedi un fiammifero al tuo oppressore…
fabbrica col torbido miscuglio di cenere e fumo qualche foglio per il tuo libro.
Vorrei che i morti sapessero come stai fabbricando una corda di parole
Per appendervi il verso.
Mordi il cuore dell’amata come un lupo… e presentalo
Su un vassoio di carta gialla,
tagliale le trecce per bendare la ferita d’una iena nera,
mordile gli occhi come uno scorpione… non esitare.
Vieni come una rana e suona
La tua campana per la palude stagnante
Firma in fondo a questo foglio,
entra nella tua casa come un ladro,
stai attento, strada facendo, non cada la tua ombra su una fabbrica.
Mastica la tua ombra, ingoiala come s’ingoia uno straccio avvelenato.
Affrettati e bussa alla tua porta
Fino a che la tua mano vada a pezzi,
colei che ti amava non ti udra’.
Il suo braccio che fremeva in mano tua
Come una bandiera sventolante o una spada di diamante,
ora il tuo anello e’ simile a un anello di cenere, fumo e cardo…
Guarda se puoi immaginarti Farid* crocifisso sul mio cuore,
una lama di luce, un rosso caravan** cantare sommesso gola per ogni muro,
non cessera’ mai il canto,
non finiranno mai le faville del mio canto.
La matita ubriaca di veleno barcolla:
inutilmente la sorreggerebbe il carceriere, o
I tuoi versi.
I ricordi irrompono come onde di cardi sulle tue palpebre,
ti tengono sveglio fino al silenzio.
Tu continui a pestare a piedi nudi il pavimento della cella,
la notte sul tuo petto come una porta chiusa,
il carceriere giunse come un martello o un fossato.
Dove vorresti andare? A casa tua?
La tua casa e’ un pugnale alle spalle.
Da tuo figlio? Tuo figlio e’ su una croce di carta, gelato nel suo pigiamino.
Tu sarai trascinato nella strada,
cammina e inciampa, cammina e inciampa davanti al tuo oppressore.
Dove vorresti andare, quando il vento ti sparpaglia sulla carta.
Inginocchiati per la carta, inginocchiati.


Poesia scritta su carta di sigarette da un pringioniero palestinese morto in carcere nel 1961.
Ieri era il giorno della memoria ed era giusto ricordare l'olocausto perpetrato dai nazisti.
Oggi però alla memoria ci torna la domanda:
perché continuiamo a giustificare quel che succede a Gaza?
.
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*Prigioniero politico morto di torture
** Uccello canoro

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