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martedì 12 settembre 2017

Victor Lustig e la "sua" Torre Eiffel



Questo è Victor Lustig, ceco di nascita, viene ricordato come "l'uomo che vendette la Torre Eiffel". Considerato uno dei migliori artisti della truffa di inizio secolo, tra le fine degli anni dieci del XX secolo e il 1935 mise in atto decine di raggiri in Europa e negli Stati Uniti d'America, il più famoso dei quali fu la vendita come ferro vecchio della Torre Eiffel, che mise in atto per ben due volte. Fu infine catturato dai servizi segreti statunitensi e condannato a 20 anni di carcere ad Alcatraz.


Così vendette la Tour Eiffel

Siamo nel maggio 1925, la città si stava riprendendo dai danni della guerra e i giornali davano risalto alle cattive condizioni della Torre Eiffel. La torre infatti, costruita per l'esposizione universale del 1889, avrebbe dovuto essere smantellata o spostata in un altro sito nel 1909 ma i tempi e i costi necessari all'operazione, oltre all'utilità dimostrata dalla struttura come torre per le comunicazioni, fecero sì che l'operazione non ebbe mai luogo. Anni di scarsa manutenzione avevano però ridotto la torre in pessime condizioni, al punto da fare nuovamente pensare alla sua demolizione o completa ricostruzione.

Dopo aver letto uno di tali articoli Lustig ideò la sua truffa. Con l'aiuto di un complice di nome Robert Tourbillon si procurò della carta da lettera con l'intestazione del Ministero delle Poste e dei Telegrafi, ente responsabile della torre, e fingendosi un funzionario del governo francese affittò una camera all'Hôtel de Crillon, uno degli alberghi più eleganti della città. Scrisse quindi una lettera ai più importanti commercianti di rottami di ferro del paese spiegando loro che, a causa delle sue cattive condizioni, si era resa necessaria la demolizione della Torre Eiffel, e invitandoli nell'hotel per fare un'offerta per l'acquisto dei rottami metallici. La segretezza di tutta l'operazione era resa necessaria dal desiderio di evitare proteste da parte dei cittadini prima che gli accordi fossero ultimati.

Uno dei compratori, un uomo di nome André Poisson, cadde nell'inganno e accettò di consegnare a Lustig una valigia con la cifra richiesta di 250.000 franchi, l'equivalente di circa un milione di euro odierni. Inoltre, credendo Lustig un funzionario governativo corrotto, gli diede anche una generosa mazzetta al fine di assicurarsi l'affare. Quando, alcuni giorni dopo, Poisson si recò agli uffici del Ministero, dove i veri funzionari erano ovviamente all'oscuro di tutta la storia, capì di essere stato truffato, ma fu così imbarazzato dall'accaduto che rifiutò di denunciare il fatto alla polizia. Nel frattempo Lustig e il suo complice avevano fatto perdere le loro tracce.


Visto il successo ottenuto la prima volta, alcuni mesi dopo il truffatore provò a ripetere l'impresa. Questa volta però la vittima dopo essersi accorta dell'inganno denunciò tutto alla polizia, e per sfuggire all'arresto Lustig fu costretto a lasciare in fretta la città e a trasferirsi nuovamente negli Stati Uniti.



da: wikipedia

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