John William Waterhouse - A Tale from the Decameron (1916)
Olio su tela - 101 × 159 cm - Lady Lever Art Gallery, Liverpool
Conobbe il prenze la grandezza dell’animo della sua figliuola, ma non credette per ciò in tutto lei sí fortemente disposta a quello che le parole sue sonavano, come diceva; per che, da lei partitosi e da sé rimosso di volere in alcuna cosa nella persona di lei incrudelire, pensò con gli altrui danni raffreddare il suo fervente amore, e comandò a’ due che Guiscardo guardavano che senza alcun romore lui la seguente notte strangolassono, e trattogli il cuore, a lui il recassero. Li quali, cosí come loro era stato comandato, cosí Operarono; laonde, venuto il dì seguente, fattasi il prenze venire una grande e bella coppa d’oro e messo in quella il cuor di Guiscardo, per un suo segretissimo famigliare il mandò alla figliuola ed imposegli che quando gliele desse, dicesse: — Il tuo padre ti manda questo per consolarti di quella cosa che tu piú ami, come tu hai lui consolato di ciò che egli piú amava.
In questo modo il principe Tancredi ebbe modo di conoscere quanto coraggiosa fosse sua figlia; tuttavia egli non credette che Ghismunda fosse realmente disposta a fare tutto ciò che dichiarava di voler fare. Perciò, dopo che egli si fu congedato da lei, abbandonato ogni proposito di infierire contro di lei, pensò di placare con il sangue altrui il proprio amore tradito, e quindi ordinò ai due che sorvegliavano Guiscardo di strangolare il giovane durante la notte successiva, senza fare rumore, e poi di strappargli il cuore e di portarlo a lui; e quelli fecero ciò che era stato ordinato loro di fare.
Poi, quando giunse il mattino successivo, il principe Tancredi si fece portare una coppa d’oro molto bella e grande, e all’interno di quella pose il cuore di Guiscardo; quindi, incaricò il più fidato tra i suoi servitori di portare la coppa a Ghismunda e gli ordinò di dirle queste parole mentre gliela consegnava: “Tuo padre di manda questo, come consolazione per aver perso ciò che tu più amavi al mondo, nella stessa maniera in cui tu hai consolato lui della perdita di ciò che egli più amava al mondo”.
: : Giovanni Boccaccio - Decameron, Giornata quarta, Novella prima : :

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