José Luis Gutiérrez Solana - El espejo de la muerte (Lo specchio della morte)(ca. 1929)
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Solana deve aver realizzato quest'opera come omaggio a Miguel de Unamuno, che nel 1913 aveva pubblicato Lo specchio della morte, dove, come in questo dipinto, si riflette sulla contingenza umana, sono evidenti il dolore e la solitudine e si solleva una riflessione sull'esistenza stessa.
Lo specchio, conservato al Museo Civico di Madrid, ha una storia curiosa: la cornice, proveniente da una chiesa, conteneva al suo interno una scatola di cartone su cui erano scritti i nomi dei defunti. Fu acquistata da un antiquario per incorniciare uno specchio che intendeva regalare alla figlia minore, nonostante l'avvertimento del venditore che riflettersi in esso sarebbe stato fatale. Infatti, la giovane morì improvvisamente poco dopo.
In quest'opera, a cavallo tra religione e superstizione, Solana ricrea la leggenda, incentrando la composizione sullo specchio, posto tra le giovani donne vive e morte; al centro, un baule nuziale, da cui emerge la morte. In primo piano, le mani giunte della coppia indicano un patto postumo, un giuramento di amore eterno che nessuno può distruggere.
Solana conservava sempre queste mani di marmo tra i suoi effetti personali e oggi fanno parte dell'Archivio Solana presso il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía.
Il pittore affronta la vita e la morte in un'opera dal chiaro contenuto simbolista.

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