Il Kerner dell’Abbazia di Novacella e un vino altoatesino dal carattere intenso e aromatico, che viene realizzato con l’omonimo vitigno, creato in Germania negli anni ’20, incrociando il Riesling Renano e la Schiava Grossa. Il risultato è un vitigno a bacca bianca dai profumi e aromi ricchi, ma dotato anche di buona struttura e complessità. Il Kerner si è ambientato perfettamente al clima fresco della Valle Isarco, regalando vini di grande personalità e carattere. Si tratta di una delle etichette più famose e apprezzate della celebre cantina dell’Abbazia di Novecella, che da secoli rappresenta la storia e la tradizione del vino dell’Alto Adige.
Il vino Kerner è la perfetta sintesi tra un vitigno dagli aromi ricchi e ampi e il territorio della Valle Isarco. L’Abbazia di Novacella si trova nella zona di Varna, in uno splendido anfiteatro naturale di natura morenica. È la zona di coltivazione della vite più a nord dell’Alto Adige, verso il confine del Brennero. Il clima fresco e i notevoli sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte, creano le condizioni perfette per portare a maturazione i vitigni a bacca bianca dell’area centro europea. L’Abbazia di Novacella produce vino fin dal XII secolo ed è sempre stata un punto di riferimento per la raccolta delle uve dei proprietari di piccoli appezzamenti e masi del territorio. Oltre ai 25 ettari di proprietà, gestisce 50 ettari di soci conferitori. La possibilità di avere molte parcelle nelle migliori posizioni della valle, permette alla cantina di produrre vini di alta qualità e perfettamente fedeli al territorio d’origine.
Il bianco Kerner dell’Abbazia di Novacella nasce da vigne coltivate nella conca di Bressanone, a un’altitudine compresa tra i 650 e gli 800 metri sul livello del mare, con soleggiata esposizione a sud. I terreni sono prevalentemente d’antica origine morenica, composti da ghiaie e sabbie, molto drenanti e ricchi di minerali. La fermentazione si svolge in serbatoi d’acciaio inox a temperatura controllata. Il vino matura sempre in acciaio per almeno 6 mesi prima dell’imbottigliamento. Il colore è giallo paglierino con lievi e luminosi riflessi verdolini. Il bouquet esprime intense note floreali, aromi di frutta gialla, di pesca e albicocca. Il sorso è pieno e ricco, con un frutto maturo, che vira verso morbidi cenni tropicali, ben bilanciato da una vena minerale, che sfocia in un finale persistente e di vivace freschezza.
Colore Giallo paglierino con tenui riflessi verdognoli.
Profumo Piacevoli note floreali, sentori di pesca ed albicocca, con un delicato finale minerale.
Gusto Fresco e dinamico, succoso e lungo nel finale, con una nota minerale in chiusura.
L’Abbazia di Novacella può tranquillamente essere considerata come una sorta di tempio della viticoltura della Valle Isarco: qui è da secoli che si produce vino, dal 1142. L’esperienza plurisecolare, unita alle tecnologie più attuali e alla passione di coloro che collaborano in vigna e in cantina, rendono i vini dell’Abbazia di Novacella ricchi di personalità e di carattere. Sono l’altitudine, tra 600 e 900 metri, il clima fresco e la ricchezza di minerali a rendere questi terreni ideali per lo sviluppo ottimale degli aromi e della sapidità dei tipici vini bianchi della Valle Isarco come il Sylvaner, il Müller Thurgau, il Kerner, il Gewürztraminer ed il Veltliner.
Oggi l’Abbazia dispone di 26 ettari di proprietà, ma controlla e vinifica le uve provenienti dai 50 ettari dei soci della cooperativa, suoi fornitori esclusivi. A Novacella si svolgono le vinificazioni e gli affinamenti dei vini bianchi, mentre a Cornaiano e Bolzano si trova un’altra sede aziendale in cui convergono le uve rosse.
Il controllo delle uve dei soci conferitori e la dedizione con la quale da secoli l’Abbazia si dedica alla produzione di vini, sono una garanzia assoluta dell’alta qualità dei vini prodotti: minerali e sapidi come solo i vini dell’Alto Adige sanno essere. Oggi, nel panorama altoatesino, già affollato di aziende di alto livello, l’Abbazia di Novacella rappresenta sicuramente un punto di riferimento. Qui lo stile dei vini privilegia la naturalezza d’espressione dei singoli territori, cui si aggiunge una notevole discrezione nell’esprimere i caratteri varietali delle uve di base.
TONNARELLI ALLO SCOGLIO
ROMBO AL FORNO CON LE PATATE





5 commenti:
Insomma è un buon vino. peccato però le macchine mentre si mangia.
No, guarda è una piazzetta fuori dal mondo.
Sto scrivendo... non so come definirlo, diciamo un articolo su tutto ciò che è bene e male in una "esperienza" al ristorante. Dalla A alla Z. Mi sembra una cosa carina. Mi piacerebbe il parere di una persona non coinvolta. Che dici se quando lo finisco - prima di pubblicarlo - mi dai il tuo parere e correggi anche qualche minchiata tecnica visto che io non ho una cultura classica?
Ne sarei onorato (oltre che interessato).
Bene, grazie. E' in corso di lavorazione 6 pag. di word per ora, quando sarà finito ne riparleremo.
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