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giovedì 14 settembre 2017

Il bombardamento di Dresda




Alla conclusione della seconda guerra mondiale, furono eseguiti diversi processi contro l'Asse, il cui più famoso fu il processo di Norimberga. In Europa questi processi furono gestiti dal London Charter il quale considerò solamente i crimini commessi da individui che avessero agito negli interessi delle nazioni europee che fecero parte dell'Asse stesso.

Vi furono però un buon numero di crimini di guerra commessi dalle forze armate alleate che furono processati dalla corte marziale. Secondo gli storici vi furono altri accadimenti considerati crimini di guerra ma per diverse ragioni non vi furono investigazioni da parte degli Alleati, oppure vi furono, ma fu poi deciso di non perseguire i responsabili. 


Il bombardamento di Dresda fu un bombardamento aereo attuato da Regno Unito e Stati Uniti sull'omonima città della Germania tra il 13 e il 15 febbraio 1945, durante la seconda guerra mondiale. È ricordato come uno degli eventi più tragici del conflitto.

Il bombardamento di Dresda è stato oggetto di un lunghissimo dibattito. Voci critiche vengono da tutte le parti politiche, dall'estrema sinistra all'estrema destra. Sia Günter Grass (il celeberrimo romanziere tedesco, Premio Nobel per la Letteratura, ex SS) che Simon Jenkins (un tempo direttore di "The Times") hanno esposto la convinzione che il bombardamento debba essere considerato un crimine di guerra. Lo storico Max Hastings critica questa posizione sostenendo che questo porrebbe il bombardamento sullo stesso piano dei crimini nazisti; per lui, il bombardamento fu «un tentativo fatto in buona fede, seppure sbagliato, di portare la Germania alla sconfitta militare».

Gli estremisti di destra tedeschi usano poi il bombardamento di Dresda come simbolo, chiamandolo «olocausto di bombe» e sostenendo che questo episodio dimostra l'equivalenza morale degli Alleati e dell'Asse.

Benché il bombardamento di Dresda sia considerato un atto bellico umanamente esecrabile da buona parte dell'opinione pubblica e della storiografia contemporanea, la sua identificazione come «crimine di guerra» in senso stretto è molto più controversa.

Argomenti contro
Coloro che si oppongono all'identificazione del bombardamento di Dresda come azione criminale osservano che nel 1945 non esisteva a livello internazionale alcun trattato, accordo, o convenzione, che regolasse i bombardamenti per proteggere la popolazione civile. L'esercito americano si difende dalle accuse circa i bombardamenti usando, tra l'altro, i seguenti argomenti:

I raid avevano un obiettivo militare legittimo date le circostanze (la ferrovia);
Nella città erano presenti sufficienti unità militari e difese antiaeree per impedire di classificarla come «indifesa»;
I raid non usarono mezzi o modi straordinari; furono simili a quelli intrapresi contro altri obiettivi simili;
I raid furono condotti seguendo il normale iter di comando delle forze armate;
Gli obiettivi militari furono raggiunti senza un «eccessivo» costo di vite umane.
Il generale George Marshall sostenne che l'attacco era necessario per impedire i rinforzi nazisti. Dresda, precedentemente attaccata in modo solo parziale, costituiva un nodo importante e ancora funzionante di comunicazione nel cuore della Germania. Inoltre la città ospitava un centinaio di industrie che producevano armamenti o materiali importanti per le forze armate, come la Zeiss-Ikon e la Siemens AG. Venivano infatti costruite attrezzature ottiche come binocoli, telemetri, apparecchi di mira, mirini da cecchinaggio, macchine aerofotografiche; altre industrie costruivano maschere antigas, componenti usati nei caccia prodotti dalla Messerschmitt AG, radar, parti di snorkel, radio della Telefunken e altro.

La città di Dresda era famosa per le sue piccole industrie di precisione (per esempio orologi, macchine fotografiche, coloranti, radio) già convertite allo sforzo bellico, di grande importanza anche se in maniera meno evidente di quanto non fosse la Krupp, o la Mauser.

Il bombardamento fu tuttavia concentrato prevalentemente sul centro storico della città. Ma nell'Europa degli anni quaranta le aree industriali erano mescolate al tessuto urbano, non sempre spostate verso la periferia, e si concentravano presso le ferrovie. Dresda poi viveva di piccole industrie semi artigianali per la produzione di articoli di precisione, e non di grosse acciaierie come i centri della regione della Ruhr. Inoltre era una città guarnigione (ma l'area delle caserme fu risparmiata dal raid), e il governo tedesco aveva stabilito di trasformare le città della Germania orientale in fortezze, sulla falsariga di Stalingrado.

Durante la guerra, altre città, con molte meno industrie belliche di Dresda, e note solamente per i loro inestimabili beni artistici ed architettonici, per esempio Exeter o Canterbury, furono attaccate, senza che ciò venisse considerato, né allora né ora, un crimine di guerra.

Argomenti a favore
Numerosi sono i critici che ritengono che il bombardamento sia stato un crimine: per fare un esempio, Gregory Stanton, Donald Bloxham, Günter Grass e Antony Beevor. Questi ultimi sostengono che un attacco di tale violenza ad una città con le caratteristiche di Dresda non poteva avere altro scopo se non l'uccisione premeditata di civili.

Sebbene Dresda non fosse una "città aperta", era sentita tale dalla popolazione, come riporta la testimonianza dello scrittore statunitense Kurt Vonnegut. La città, infatti, fino al febbraio del 1945 era stata bombardata solo occasionalmente perché percepita come priva di industrie belliche primarie o di obiettivi militari strategici. Era inoltre un obiettivo molto più lontano delle aree industriali della Ruhr. Per queste ragioni era uno dei luoghi di concentramento degli sfollati e dei prigionieri di guerra alleati. Inoltre, non essendo considerata dagli stessi tedeschi bersaglio di raid, aveva una difesa antiaerea inadeguata, perché le batterie di difesa antiaerea erano state trasformate in batterie anticarro e inviate sul fronte orientale.

Si aggiunga che, come risulta inequivocabilmente dalla storiografia ufficiale (si veda Cronologia della guerra sul Fronte Orientale), nel febbraio del 1945 le forze naziste erano già in ritirata se non addirittura in rotta; di conseguenza, l'obiettivo militare (ostacolare lo spostamento di truppe) era strategicamente dubbio, a fronte dei costi in vite umane dell'operazione. Inoltre, poiché la Germania stava cedendo, gli Alleati sapevano che i loro attacchi aerei avrebbero avuto effetti sempre più devastanti per la diminuita efficacia delle misure difensive. Questo argomento è stato però accusato di teleologismo: nessun generale o politico alleato poteva essere sicuro che i tedeschi non stessero preparando una controffensiva, o che le voci sulle armi segrete fossero un bluff.

Un ulteriore argomento a favore della considerazione di questo bombardamento come crimine di guerra è quello di considerare tutti i bombardamenti d'area (indiscriminati) e i bombardamenti contro obiettivi civili come crimini di guerra. Proprio in questa direzione si mosse il diritto internazionale, ma solo dopo la fine della seconda guerra mondiale, proprio grazie al monito che questo ed altri bombardamenti avevano dato all'umanità. Ciononostante i seguaci di Giulio Douhet e del bombardamento strategico sono ancora numerosi in ogni forza aerea.

Infine, argomenti a favore dell'identificazione del bombardamento con un crimine di guerra si riferiscono alla straordinaria importanza culturale della città. Dresda (nota come Elbflorenz, la Firenze dell'Elba) era una splendida città e uno dei cuori artistici e culturali d'Europa.



da: wikipedia e wikipedia

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