Miles Cleveland Goodwin - Death and the Mules (2025)

sabato 28 gennaio 2017

Le lettere oscene di Joyce a Nora Barnacle



9 dicembre 1909
44 Fontenoy Street, Dublino

Mio dolce, sporco,  uccellino fottitore,
Eccoti un’altra banconota per comperarti mutande graziose, calze o giarrettiere. Compera mutande da puttana, amore mio, e non trascurare di spruzzarle con qualche profumo delicato e anche di scolorarle  appena un  po’ di dietro.
Sembri ansiosa di sapere come ho accolto la tua lettera che dici più sconcia della mia. Come, più sconcia  della mia, amore mio? Sì, è più sconcia in un passo o due. Penso al passo dove dici ciò che farai con la lingua (non penso al fatto che lo succhierai) ma soprattutto a quella parola stuzzicante che scrivi a lettere maiuscole e che sottolinei, piccola sporcacciona. Gli è che una tale parola (insieme alle altre due o tre che non hai scritto) eccita di per sé  udirla  sulle labbra di una ragazza. Ma spero che tu parli di te e non di me. Scrivimi una   lettera lunghissima, piena di queste e di altre cose; di te scrivimi, mia cara. Tu sai come farmelo rizzare. Dimmi  le più menome cose di  te,  purché  siano oscene e intime e  zozze. Non scrivere null’altro. Che ogni frase sia piena di suoni e di parole sporche. Sono tutte   stuzzicanti da sentire e  da vedere sulla carta, e le più sporche sono le più belle.
Le   due parti del tuo corpo che fanno le cose sporche sono per me le più eccitanti. Preferisco il tuo culo, amore mio, alle tue tette perché fa una cosa così  sporca. Adoro la tua figa non tanto perché è la parte che scopo ma  perché fa un’altra cosa sporca. Potrei restare coricato a far nient’altro tutto il giorno che  rileggere la parola divina che hai scritto e la cosa che hai detto che   faresti con la lingua. Vorrei poter  udire dalle tue labbra farfugliare queste parole oscene che eccitano divinamente, vedere la tua bocca fare suoni e rumori osceni, sentire il tuo corpo torcersi sotto di me, udire  e gustare le grasse e sporche scoreggine che fuoriescono pop pop dal tuo grazioso culettino  nudo  e fottere fottere fottere fottere all’infinito la figa  del mio dolce, sporco, uccellino fottitore .
Sono felice ora, perché la mia piccola puttana mi dice che vuole che glielo pesti nel  culo e   vuole che la fotta in bocca e   vuole sbottonarmi la patta  ed estrarre il mio mickey e succhiarlo come un capezzolo.  Più di una cosa sporca vuole farmi  la mia piccola fottitrice nuda, la mia spudorata segaiola che si sditalina, la mia piccola morbida scoreggiona.
Buona notte,  piccola fighetta; mi coricherò e me lo menerò fino a che non ce ne sarà più.   Scrivimi cose sempre più sporche, amore. Titillati  il  bottoncino  mentre scrivi, così che te ne vengano di più sconce.  Scrivi le parole sporche a stampatello  e sottolineale e baciale e tienile un po’  pressate contro la tua figa morbida e  bollente, amore, e tirati su la gonna un momento e sfregale contro il tuo culetto scoreggione. Fai di più se vuoi e mandami allora la lettera, mio dolce, sporco,  uccellino fottitore dal culo scuro.
Jim.




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