Tiziano Vecellio - Cristo e il buon ladrone (ca. 1566)
olio su tela - 137 x 149 cm - Pinacoteca Nazionale di Bologna
Spesso le opere d’arte e la morte sono strettamente intrecciate le une all’altra. La realtà crudele espressa in immagini può essere sgradevole; eppure se l’energia che traspare dovesse essere riconosciuta cupa e ingiusta potrebbe non essere solo a causa di ciò che rappresenta. Dobbiamo piuttosto vederla come il tentativo di affrontare ciò che di oscuro c’è nelle nostre vite e nel mondo in cui viviamo, come un processo per mutare in comprensione le nostre incomprensioni. (Guardate il blog sul PC)
3 commenti:
Qui Tiziano riesce, a mio (profano) parere, a fondere il realismo dei corpi con il significato mistico del soggetto. Purtroppo l'aureola era di prammatica, a scanso di equivoci...
Sono d'accordo.
L'aureola è stata usata fin dagli egizi passando per i greci e i romani, simboleggia un senso del divino che possa essere un santo o in senso mondano un imperatore.
Gli antichi, a differenza dei cattolici, ammettevano più fluidità nel passaggio dall'umano al divino e viceversa. La controriforma irrigidì tutto, con la gerarchia papista. Poi l'infallibilità...
Posta un commento