Quello che una volta era il quarto lago più grande del mondo è ora quasi completamente asciutto. Il lago d'Aral è vittima di uno dei più gravi disastri ambientali provocati dall'uomo. Originariamente il lago era ampio all'incirca 68.000 km², ma dal 1960 il volume e la sua superficie sono diminuiti: nel 2007 il lago era ridotto al 10% della dimensione originaria. A causa della sua posizione geografica è soggetto a una forte evaporazione che non è più compensata dalle acque degli immissari, sfruttate dai consorzi agricoli.
La prospera industria della pesca basata sul lago è stata dismessa, provocando disoccupazione e difficoltà economiche. Al giorno d'oggi la regione è fortemente inquinata, con gravi ripercussioni sulla salute pubblica. Il ritiro del lago ha causato anche il cambiamento del clima locale con estati diventate più calde e secche mentre gli inverni sono diventati più freddi e più lunghi.
Tra la sabbia e le barche da pesca rimaste vivono, ora, solo i cammelli al sole.

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