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mercoledì 1 aprile 2026

Charles William Mitchell [Regno Unito, 1854 – 1903]




Charles William Mitchell - Hypatia (Ipazia)(1885)

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Secondo il contemporaneo Socrate Scolastico nel marzo del 415 un gruppo di monaci, guidati da un lettore di nome Pietro, si appostarono per sorprendere Ipazia nel suo ritorno in casa: «Tiratala giù dal carro, la trascinarono fino alla chiesa che prendeva il nome da Cesario; qui, strappatale la veste, la uccisero usando dei cocci. Dopo che l'ebbero fatta a pezzi membro a membro, trasportati i brani del suo corpo nel cosiddetto Cinerone, cancellarono ogni traccia bruciandoli».
Il filosofo pagano Damascio, che visse circa cento anni dopo i fatti, indica invece che l'omicidio fu progettato dal vescovo Cirillo: questi, «si rose a tal punto nell'anima che tramò la sua uccisione, in modo che avvenisse il più presto possibile, un'uccisione che fu tra tutte la più empia». Anche Damascio sottolinea la brutalità dell'omicidio: «una massa enorme di uomini brutali, veramente malvagi [...] la uccisero [...] e mentre ancora respirava appena, le cavarono gli occhi».

Ma chi era Ipazia?
Ipazia viveva ad Alessandria in Egitto.
 Suo padre, il matematico e filosofo Theon aveva riposto in quell'unica figlia le sue speranze e la sua sapienza e l'aveva introdotta alla conoscenza della matematica e delle opere di Platone. Era il 400 circa. Ipazia divenne una stimata "maestra" ed ebbe fra i suoi allievi molte personalità di Alessandria.
Il suo prestigio cresceva sempre più. Insegnava, secondo la dottrina di Platone, che esistono tanti livelli di realtà corrispondenti ad ogni singolo pensiero umano. Una sorta di "relativismo" ante litteram.
I suoi insegnamenti vennero ritenuti pericolosi dai cristiani, ormai molto potenti e inseriti in tutti i livelli politici e gerarchici della società.
Nel 412 Cirillo, in seguito proclamato santo, divenne patriarca di Alessandria e Ipazia si trovò al centro di un'acerrima disputa fra il potere "ecclesiastico" e quello laico, essendo lei stessa amica del prefetto romano Orestes.
Nel 415 Ipazia fu aggredita da un gruppo di cristiani appartenenti a una setta fondamentalista, molto probabilmente su mandato di Cirillo. Fu trascinata fuori dalla sua lettiga, linciata e fatta a pezzi. Il suo corpo fu bruciato in un letamaio e tutti i suoi scritti vennero distrutti. Rimangono testimonianze del lavoro di Ipazia attraverso il carteggio con i suoi allievi, pare che esistano alcune lettere scritte dallo scienziato Synesius a Ipazia in cui chiede il suo consiglio per la costruzione di un astrolabio e di un idroscopio.
 





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