William Lionel Wyllie - The Phantom Ship (La Nave Fantasma)
Oil on Canvas - 111.8 x 137.2 cm
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L'Olandese Volante è, nel folclore marinaresco, un vascello fantasma che solca i mari in eterno senza una meta precisa e a cui un destino avverso impedirebbe di tornare a terra. Il vascello verrebbe spesso avvistato da lontano, avvolto nella nebbia o emanante una luce spettrale. I marinai della nave sarebbero fantasmi che tentano a volte di comunicare con le persone sulla terraferma.
L'origine di questa immagine folcloristica non è chiara. Secondo alcuni, il modello per il capitano della nave fantasma fu il capitano olandese Bernard Fokke, che nel XVII secolo faceva spola tra i Paesi Bassi e l'isola di Giava (in Indonesia) a una velocità così sorprendente da essere sospettato di aver fatto un patto col diavolo. Non è certo se l'appellativo "olandese volante" si riferisca alla nave o al suo capitano.
Varie versioni descrivono come causa di questo destino avverso, una maledizione. Secondo una di queste storie, nel 1641 il capitano, tal Hendrick van der Decken - incurante delle suppliche dei suoi marinai di riparare in una vicina baia protetta che temevano per le loro vite nel bel mezzo d'una tempesta - avrebbe giurato di voler comunque superare il Capo di Buona Speranza, anche navigando in eterno se necessario, e a costo di dannare la propria anima e quelle del proprio equipaggio nel caso avesse fatto naufragio, sfidando l'Onnipotente a colarlo a picco e urlando al cielo di non temere lui e i Santi. Altre parlano di un crimine orribile commesso a bordo, o di marinai infettati dalla peste e quindi esclusi dall'attracco in qualsiasi porto; secondo altre ancora il capitano avrebbe maledetto Dio in un momento di disperazione. In ogni caso il vascello è destinato a navigare in eterno.
Secondo un'altra fonte, la nave sarebbe partita da Amsterdam nel 1729 con a bordo un carico diretto a Giava per conto della compagnia delle Indie. Il capitano, tale Willem Van der Decken, aveva la fama di esser temerario e risoluto al punto tale di non indietreggiare di fronte ad alcuna avversità. Avvicinandosi al Capo di Buona Speranza una grande tempesta colpì la nave, altissime onde colpirono il vascello, con venti intensi e lampi accecanti. In sogno, Van der Decken udì una voce che lo implorava di invertire la rotta, ma l'avido capitano aveva imbarcato anche della merce di sua proprietà che contava di vendere lucrandoci un'ingente somma nelle Indie Olandesi. Van der Decken imprecò e invocò il Diavolo facendo con lui la promessa che, se fosse riuscito a passare il Capo, avrebbe potuto prendere la sua anima nel giorno del giudizio. Secondo la leggenda, a quel punto, il demonio in persona apparve al capitano incoraggiandolo a sfidare la volontà di Dio e a dirigere la nave direttamente verso la tempesta. L’olandese accettò, attirando sul suo capo la condanna dell’Onnipotente: lui e la sua nave di morti viventi avrebbero vagato per i mari senza mai toccare terra, fino al giorno del giudizio. La nave si spezzò in due tronconi e fece naufragio. L'intero equipaggio perì assieme al suo capitano, ma la morte rifiutò l'anima di Van der Decken che, solo, si mise al timone del relitto del vascello avvolto in una spettrale e funerea bruma. Alcuni testimoni giurano di aver visto lo spettro del capitano intento a giocare a dadi col diavolo in persona sul ponte del veliero. Alternativamente, si narra che l'intero equipaggio venne rifiutato dalla Morte: da quel momento in avanti, essi furono condannati a errare per i mari in eterno sulla loro nave fantasma: il capitano era l'unico in carne e ossa (sospeso tra la vita e la morte sino al Giorno del Giudizio) mentre l'intero equipaggio era composto da spettri.
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