«Padre mio!». Rispose: «Eccomi, figlio mio». Riprese: «Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov’è l’agnello per il sacrificio?». Abramo rispose: «Dio vedrà l’agnello per il sacrificio, figlio mio!». Camminarono insieme tutti e due uniti; così arrivarono al luogo che Dio gli aveva detto; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna, legò il figlio Isacco e lo depose sull’altare, sopra la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per sgozzare suo figlio (Gen 22,3-10).
Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio». Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in sacrificio invece del figlio. Abramo chiamò quel luogo: «Il Signore vede», perciò oggi si dice: «Sul monte il Signore vede» (Gen 22,11-14).

2 commenti:
Esempio di disgustosa acquiescenza.
Come si evince dal testo aveva un filo diretto col signore del piano di sopra e - capisciammè - non è il caso di innervosirlo.
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