Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino - Amnon and Tamar (1649)
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La torbida storia di Amnon e Tamar, narrata nel secondo libro di Samuele (capitolo 13), è uno degli episodi più tragici e crudi della Bibbia, segnando l'inizio del declino della casa di Re Davide.
Sintesi della vicenda
La narrazione segue uno schema di ossessione, violenza e vendetta tra i figli di Davide:
L'Ossessione
Amnon, primogenito di Davide, si infatua della sua sorellastra Tamar. Su consiglio del cugino Jonadab, finge di essere malato per attirarla nelle sue stanze.
Il Crimine
Quando Tamar giunge per preparargli del cibo, Amnon la costringe a un rapporto sessuale nonostante le sue suppliche e il suggerimento di chiedere il permesso al re per un matrimonio legale.
Il Disprezzo
Subito dopo la violenza, l'ossessione di Amnon si trasforma in un odio profondo. Egli la scaccia brutalmente, aggravando l'umiliazione pubblica della donna.
Le Conseguenze
Tamar si rifugia dal fratello carnale Assalonne. Re Davide, pur essendo furioso, non punisce Amnon, probabilmente per eccessivo affetto verso il primogenito.
La Vendetta
Due anni dopo, Assalonne organizza un banchetto e ordina ai suoi servi di uccidere Amnon mentre è ubriaco, vendicando così l'onore della sorella.
Analisi dei Personaggi
Amnon: Rappresentato come un uomo dominato dalla lussuria impulsiva. La sua caduta riflette, secondo molti commentatori, i peccati passati di suo padre Davide (come il caso di Betsabea).
Tamar: Emerge come l'unica figura integra, che tenta di ragionare con il carnefice e rifiuta di restare in silenzio dopo l'abuso, manifestando il suo dolore pubblicamente.
Assalonne: Il fratello che sceglie la via della vendetta violenta, che lo porterà col tempo a ribellarsi apertamente contro lo stesso Davide.
Questa vicenda è spesso citata come monito sulle conseguenze devastanti della violenza e della mancata giustizia all'interno dei nuclei familiari.

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