Enrique Simonet - L'autopsia (1890)

mercoledì 14 gennaio 2026

Marius Jacob

 


Marius Jacob in una foto segnaletica del 1903

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«Ho vissuto un'esperienza piena di avventure e sventure, mi considero soddisfatto
del mio destino. Dunque, voglio andarmene senza disperazione, con il sorriso
sulle labbra e la pace nel cuore. Voi siete troppo giovani per apprezzare il piacere
di andarsene in buona salute, facendo un ultimo sberleffo a tutti gli acciacchi
e le malattie che arrivano con la vecchiaia. Ho vissuto. Adesso posso morire.
P.S. Vi lascio qui due litri di vino rosato. Brindate alla vostra salute.»

: :  Biglietto d'addio di Jacob  : :

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Marius Jacob è stato un anarchico francese. Attraverso il furto ai danni di ricchi borghesi, si adoperava per finanziare il movimento anarchico francese. È ritenuto una delle fonti di ispirazione per il personaggio romanzesco di Arsenio Lupin, il ladro inafferrabile di Maurice Leblanc, anche se lo stesso Leblanc lo ha sempre negato.

In soli tre anni, dal 1900 al 1903, con la sua banda i lavoratori della notte realizzò oltre centocinquanta "recuperi" ai danni di finanzieri, prelati e magistrati. Inizialmente vicino all'illegalismo, come la banda Bonnot, ideologicamente poi se ne differenziò avvicinandosi a una visione anarco-individualista dell'esproprio proletario, non fine a sé stesso (nel 1948 scrisse: "Non credo che l'illegalità possa liberare l'individuo nella società odierna... Fondamentalmente, l'illegalità, considerata come un atto di rivolta, è più una questione di temperamento che di dottrina").

Arrestato con tutta la banda nel 1903, trasformò la propria difesa in un comizio: "Una parte del mondo vive nel freddo, nella fame, nel dolore. Io ho voluto vendicarla".

«Il furto è la restituzione, la ripresa di possesso. Piuttosto di essere chiuso in un'officina come in una prigione, piuttosto di mendicare ciò a cui avevo diritto, ho preferito insorgere e combattere faccia a faccia i miei nemici, facendo la guerra ai ricchi e attaccando i loro beni. Comprendo che avreste preferito che fossi sottomesso alle vostre leggi, che operaio docile avessi creato ricchezze in cambio di un salario miserabile. E che, il corpo sfruttato e il cervello abbrutito, mi fossi lasciato crepare all'angolo di una strada. In quel caso non mi avreste chiamato "bandito cinico" ma "onesto operaio". Adulandomi mi avreste dato la medaglia al lavoro. I preti promettono un paradiso ai loro fedeli, voi siete meno astratti, promettete loro un pezzo di carta.»

: :  Dichiarazione di Alexandre Marius Jacob davanti ai giudici, 8 marzo 1905  : :


Condannato all'ergastolo (1905) per l'omicidio di un poliziotto durante una fuga dopo un furto, dopo vari tentativi d'evasione fu spedito al penitenziario della Caienna, nella Guyana francese, e dislocato infine alle Îles du Salut. Ricevette prima una commutazione, poi la grazia il 31 dicembre 1927.

A 75 anni pose fine alla sua esistenza iniettandosi una dose letale di morfina, durante una festa a casa sua, nel 1954. Alcuni anni prima erano decedute l'amata madre Marie e la moglie (1947). Prima di iniettarsi la dose fatale, fece la stessa cosa al suo vecchio e amato cane Negro. 





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