Enrique Simonet - L'autopsia (1890)

giovedì 29 gennaio 2026

Ilse Kohler




Margaret I. "Ilse" Koch, nata Köhler (1906 – 1967)
Criminale di guerra tedesca)

Ilse Köhler nacque a Dresda nel settembre del 1906 figlia di contadini, ma intelligente e ambiziosa. Con astuzia, si fece amanti tra le SA (le prime formazioni paramilitari naziste), in seguito altri nelle SS, e all'apice della carriera conobbe Karl Otto Koch, comandante del campo di concentramento di Sachsenhausen dove lavorava.

Ilse si era fatta una fama sinistra, all’interno del campo; le sue violenze, la sua crudeltà erano temute da tutti; svolgeva il suo compito di sorvegliante con un sadismo senza uguali. Karl era uno psicopatico, come lei, del resto. E così nacque l'amore.

I due si sposarono nel 1936. L’anno successivo la coppia si trasferì a Buchenwald, che già prima dell’avvento dei due era considerato un’anticamera dell’inferno. Le condizioni di vita dei prigionieri erano inumane, gli esperimenti folli, senza alcuna validità scientifica, sadici e perversi dei vari dottori mietevano vittime come mosche. In questo scenario apocalittico si mossero le due figure, aggiungendo orrore ad orrore.

Ben presto la fama nera di Ilse si diffuse tra i prigionieri; molti di loro si raccontavano, con spavento, delle orge sessuali tenute con prigionieri poi spariti, o di atti di sadismo efferati conclusi, sistematicamente, con la morte dei malcapitati.

La Koch iniziò anche una collezione terrificante di tatuaggi su pelle, strappata ai prigionieri. I ripetuti atti di sadismo, le torture e la violenza brutale continuarono per diverso tempo; ma le cose stavano per cambiare.
Voci su presunte irregolarità nella gestione del campo arrivarono fino al comando delle SS, che incaricarono Georg Konrad Morgen, un giovane e incorruttibile avvocato, famoso anche per la sua imparzialità, di investigare. Morgen giunse a Buchenwald, e interrogando dei sottoposti, aprendo la corrispondenza, assolutamente imprudente, del comandante Koch con la moglie, si rese conto che Koch aveva sottratto ingenti somme di denaro dal bilancio. Il che era una delle cose più gravi che un ufficiale potesse fare; a questo si aggiunsero le notizie sulle atrocità perpetrate dalla "strega di Buchenwald" ("Die Hexe von Buchenwald") o "cagna di Buchenwald" ("Buchenwälder Hündin") o "donnaccia di Buchenwald" ("Buchenwälder Schlampe") o "iena di Buchenwald" ("Hyäne von Buchenwald"), 
e dal degno marito.

Morgen informò il capo della Gestapo, Muller, il capo dell’Rsha Kaltenbrunner e il capo delle SS, Himmler. Quest’ultimo autorizzò Morgen a fare piazza pulita; Koch venne processato e condannato a morte nell’agosto del 1944. Venne fucilato pochi giorni prima che gli americani entrassero a Monaco di baviera, nell’aprile del 1945. Ilse Koch riuscì a cavarsela, e venne prosciolta; la guerra era alla fine, e lei tornò a vivere con la famiglia.

Subito dopo l’arrivo degli americani a Buchenwald, gli ex detenuti iniziarono a fare i nomi dei colpevoli degli efferati crimini perpetrati nel campo; venne fuori il nome della “cagna di Buchenwald”, e da quel momento la polizia militare si mise sulle sue tracce. A fine giugno del 45 la polizia americana la rintracciò e la trasse in arresto; durante il processo di Dachau, Morgen ebbe modo di deporre contro di lei, ma inaspettatamente non lo fece. Nonostante le minacce russe di deportarlo, l’uomo testimoniò che “tutto quello che si diceva sulla Koch era frutto di voci dei prigionieri, voci probabilmente vere, ma senza prove oggettive”.

La Koch venne condannata all’ergastolo, nel 1947, incredibilmente la pena venne poi ridotta a 4 anni, perchè secondo la corte non c’erano prove sufficienti. Così, nel 1949, la belva di Buchenwald potè lasciare il carcere. La notizia fece il giro del mondo e l’indignazione popolare fu talmente forte che la Koch venne nuovamente arrestata.
Processata da capo, vide la condanna all’ergastolo confermata. Nel 1967 Ilse, che aveva da poco compiuto 60 anni, venne trovata appesa per il collo nella sua cella.







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