Il teschio con le orecchie
Chiesa di Santa Luciella ai Librai, Napoli
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Un antica usanza
L'atto di tenere le teste dei morti ha fatto sì che dalla seconda metà del '700 si sviluppasse il culto delle anime pezzentelle (o delle anime del purgatorio), uno dei più importanti di Napoli. L'antica usanza prevedeva che un fedele "adottasse" un teschio prendendosene cura materialmente (per esempio pulendolo) e spiritualmente, pregando per la sua anima affinché potesse lasciare il purgatorio e raggiungere il paradiso. In cambio del loro operato, i fedeli chiedevano una grazia (trovare un marito, un lavoro, ecc.) e qualora il teschio li avesse aiutati sarebbe stato ringraziato con un ex voto appeso al muro, in caso contrario sarebbe stato capovolto.
Il teschio con le orecchie
Il teschio con le orecchie è uno dei teschi conservati all'interno della cripta della chiesa di Santa Luciella ai Librai a Napoli, ed è anche una grande attrazione turistica per la zona. Le sue non sono vere e proprie orecchie, si tratta infatti di un cranio che ha subito un rarissimo distaccamento osseo della calotta cranica che normalmente tende a non verificarsi, e soprattutto non in modo così simmetrico. Era considerato dai fedeli un vero e proprio collegamento tra il mondo dei vivi e l'aldilà, proprio perché si pensava che avendo le orecchie sarebbe stato particolarmente propenso all'ascolto delle preghiere che i fedeli sussurravano.

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