Il 15 febbraio 1929 Chicago e L'America si svegliano con questa notizia:
La mattina del giorno prima il 14 febbraio 1929, giorno della festa di San Valentino, una Cadillac nera con a bordo almeno cinque uomini travestiti da poliziotti si presentò nel garage al 2122 di North Clark Street a Chicago, quartier generale della North Side Gang. Colti di sorpresa, gli uomini di "Bugs" Moran si lasciarono disarmare, vennero allineati al muro come per un normale controllo di polizia e poi fucilati alla schiena da due mitragliatrici Thompson e un fucile da caccia, con almeno cinquanta colpi sparati per ognuno. Uno di loro, Frank Gusenberg, era ancora vivo all'arrivo della polizia, sebbene avesse molti proiettili in corpo; alla domanda su chi gli avesse sparato, rispose "la polizia mi ha sparato" e tre ore dopo morì in ospedale.
Un immagine dal Chicago Herald Examiner del 15 February 1929
Al Capone, detto "Il Napoletano" per le sue origini campane, e l'irlandese George "Bugs" Moran, si contendevano il controllo della città e del mercato degli alcolici.
Con questa operazione la mafia italo-americana prese il sopravvento completo del territorio.
Il commando mafioso fu guidato dall'autista e luogotenente di Capone, Fred Burke, con al seguito altri quattro uomini. I gangsters irruppero travestiti da poliziotti in un garage al 2122 di North Clark Street, sede del quartier generale della North Side Gang, organizzazione capeggiata in passato da Dean O'Banion e guidata poi da George "Bugs" Moran. Resi inoffensivi i sette uomini di Bugs li posizionarono in piedi a ridosso del muro, facendo sembrare il tutto un normale controllo di polizia, dopo di che li fucilarono alla schiena senza pietà.
L'episodio resta a tutt'oggi uno dei più cruenti regolamenti di conti della storia della malavita.
Alfonso Capone all'epoca dei fatti
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