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martedì 8 maggio 2018

Fannie Sellins



Una vita per gli altri: il coraggio di Fannie Sellins, uccisa dagli uomini dello sceriffo perché difendeva gli operai e i loro bambini dalla violenza padronale

“Mi accusano di aver portato scarpe ai bambini di Colliers. Quando penso ai loro piedi scalzi, blu a causa del freddo pungente dell’inverno, sono ancora più convinta del fatto che, se è sbagliato aiutare quei bambini, continuerò a commettere un reato finché avrò mani o piedi per strisciare sino a Colliers.”

Era così Fannie Sellins, una donna coraggiosa che non aveva paura di stare sempre dalla stessa parte: quella degli ultimi, degli emarginati, dei miserabili.

Non solo perché era anche lei immersa in quel carnaio di uomini, donne e bambini, che negli Stati Uniti a cavallo tra 800’ e 900’ erano costretti a lavorare in condizioni inumane per sopravvivere; non solo perché, giovane vedova, aveva dovuto tirar su quattro figli racimolando un salario da fame in una fabbrica di indumenti di St. Louis; ma anche perché riteneva che ognuno dovesse impegnarsi per gli altri: per i loro diritti, per la loro libertà, per la loro felicità.

Per questo aderì al nascente movimento sindacale e guidò importanti scioperi ed agitazioni, in difesa dei lavoratori e delle lavoratrici, ma soprattutto si prodigò per fornire assistenza a tutti coloro che erano in difficoltà. Aiutava le donne sole, le famiglie indigenti, dava cibo agli orfani, organizzava raccolte di generi alimentari, di vestiario, di coperte da distribuire a tutti i bisognosi.
Insomma Fannie viveva per gli altri.

E questo suo sfrenato attivismo di certo non piaceva a chi sul lavoro, sul sudore, sulle fatiche degli altri costruiva i propri imperi economici. In particolare non piaceva ai padroni della valle del fiume Allegheny, una regione zeppa di miniere e impianti siderurgici.

La chiamavano la “valle nera”, per la violenza con cui le autorità reprimevano qualsiasi tentativo di emancipazione sociale. Ma quando Fannie fu mandata nell’area dall’United Mine Workers, il sindacato dei minatori, riuscì in poco tempo a guadagnarsi la fiducia dei lavoratori e ad organizzare diversi picchetti.

Fu proprio nel corso di un’agitazione che una dozzina di uomini dello sceriffo, insieme ad un gruppo di guardie, attaccò i minatori con una violenza inaudita. Fannie si lanciò verso i picchiatori cercando di proteggere Joseph Starzelsk, un lavoratore in fin di vita e alcuni bambini, figli di minatori in sciopero.

Gli uomini dello sceriffo e delle guardie, forse riconoscendola, lasciarono Starzelsk in una pozza di sangue per darle la caccia. La raggiunsero e dopo averla atterrata, le spappolarono il cranio e le spararono alla testa e alla schiena.
Per l’omicidio di Fannie una giuria della Pennsylvania decretò che l’unico colpevole era la vittima. Non avrebbe dovuto protestare, scioperare, aiutare chi era in difficoltà, avrebbe dovuto lasciare i minatori allo loro sorte.
Ma Fannie non poteva farlo, Fannie era così, lei viveva per gli altri.

(Cannibali e Re)



da:corallorosso.tumblr

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