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mercoledì 26 luglio 2017

PKK



PKK fighter, 1980s

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Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (in curdo: Partîya Karkerén Kurdîstan, sigla PKK) è un partito politico e organizzazione paramilitare, sostenuto delle masse popolari (prevalentemente agricole) del sud-est della Turchia, zona popolata dall'etnia curda, ma attivo anche nel Kurdistan iracheno. 
In Turchia è un partito illegale e viene da più parti, accusato di terrorismo per i suoi metodi di lotta.

In passato il PKK fece ricorso all'uso di attentati dinamitardi e kamikaze contro obiettivi militari turchi, ritenuti oppressori del popolo curdo, specie in seguito alle sanguinose repressioni del governo di Ankara, o anche a sequestri di occidentali, ed è attualmente considerata un'organizzazione terroristica da Turchia, USA, NATO, Unione europea (dal 2001, su richiesta degli USA) e Iran, nonostante in Europa ci siano numerose proposte di rimuoverlo da tale lista e considerarlo una legittima forza di resistenza.

Il partito è noto per la sua difesa convinta dei diritti delle donne, spesso presenti come soldati effettivi nelle sue milizie armate, e la sua forte contrarietà al fondamentalismo islamico contro cui il PKK è impegnato.  Infatti oltre che contro il governo turco (con cui è in vigore un cessate il fuoco dal 2013), il PKK è impegnato nella guerra contro lo lo Stato Islamico (ISIS) in Iraq e in Siria assieme ai Peshmerga (le forze armate della regione autonoma del Kurdistan iracheno) e all'YPG (la milizia della regione a maggioranza curda nel nord della Siria)

Nel 2015, nonostante il nemico comune dell'ISIS, la Turchia, guidata da anni dal filo-islamico Recep Tayyip Erdoğan, ha interrotto la nuova tregua, bombardando postazioni del PKK in Iraq e riaprendo le ostilità armate col gruppo curdo.

Il PKK, da più parti definito un vero e proprio sindacato criminale, si finanzia soprattutto attraverso il traffico di droga. Secondo un rapporto del Center for Strategic and International Studies del 2000, il PKK gestiva l'80% del traffico di eroina a Parigi. Le mine anticarro usate dal PKK nei suoi attacchi terroristici sono in gran parte prodotte in Italia.



da: wikipedia

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