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giovedì 20 luglio 2017

Lino Renzi, il cannibale di Salerno che fece a pezzi la madre



Lino Renzi fece a pezzi la madre e la mangiò, venne condannato prima a 30 anni in un secondo tempo venne assolto perché incapace di intendere e di volere e non affrontò nessuna pena ma proseguì il suo ricovero in una struttura sanitaria specializzata della provincia di Avellino a causa della sua pericolosità sociale.

Ai tempi del fatto la polizia fece irruzione nell'appartamento a Torrione in via Martuscielli e trovò Lino Renzi nudo a letto e chiuso nel suo silenzio, mentre la madre giaceva morta in bagno.

Agghiacciante la scena dinanzi alla quale si ritrovarono le forze di polizia: le viscere della madre di Renzi cuocevano a fuoco lento su una griglia in cucina. Madre e figlio avevano litigato perché l’anziana insisteva affinché il figlio accettasse di farsi curare e, al culmine del litigio, Lino Renzi si era accanito contro la donna, uccidendola a bastonate in testa e lasciandola agonizzante nel bagno, prima di infierire sui suoi poveri resti. All'epoca dei fatti l'uomo disse giustificando il suo tentativo di ricucire il piede della madre, tirandolo fuori dal congelatore dove lo aveva riposto: "Volevo distruggerla e poi ricostruirla".



da: ottopagine

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