Siamo a dorsoduro, e questo è il mitico ponte dei pugni. Il nome di questo ponte ricorda l'antica usanza di praticarvi, da settembre a Natale, dei combattimenti tra le due fazioni della città: quella del castellanı, gli abitanti del quartiere di Castello, e quella dei nicolotti, della parrocchia di San Nicolò dei Mendicoli, una delle più povere di Venezia. Sembra siano stati quest'ultimi, modesti pescatori, a scatenare la rivalità dopo er ammazzato, nel quattordicesimo secolo, il vescovo di Castelle, conosciuto come "vescovo dei morti" per aver istituito una decima sui decessi. Adirati per la ricchezza accumulata da questo prelato durante la peste del 1346, che aveva decimata metà della popolazione, pensarono di spedirlo nell'aldilà, il regno della sua tassa, scatettando cosi l'ira degli abitanti di Castello.
Come si vede nella foto sul ponte ci sono quattro sagome di marmo a forma di piede, negli angoli dove si sistemavano i contendenti per iniziare l'incontro. Non esistevano parapetti, quindi capitava spesso che qualcuno volasse nel canale scatenando le risa e lo scherno del pubblico che si raccoglieva nelle due opposte fondamenta.
Esisteva anche un'altra versione della contesa: le due opposte fazioni, una volta l'anno, si affrontavano in vera e propria battaglia campale. Nella calca e nel delirio generale ci scappava spesso anche il morto, al punto che nel 1705, dopo una sanguinosissima lotta, gli incontri furono definitivamente proibiti.