mi perdoni Agnolo di aver alterato il suo ritratto
che potete ammirare qui con un ampia analisi
Spesso le opere d’arte e la morte sono strettamente intrecciate le une all’altra. La realtà crudele espressa in immagini può essere sgradevole; eppure se l’energia che traspare dovesse essere riconosciuta cupa e ingiusta potrebbe non essere solo a causa di ciò che rappresenta. Dobbiamo piuttosto vederla come il tentativo di affrontare ciò che di oscuro c’è nelle nostre vite e nel mondo in cui viviamo, come un processo per mutare in comprensione le nostre incomprensioni. (Guardate il blog sul PC)
4 commenti:
Effettivamente Dante un po' rompipalle lo doveva essere...
Il post non voleva mostrare questo (eventuale) aspetto del poeta e tra l'altro non capisco perchè questo ipotetico discorso lo definisca un rompipalle. Io volevo mostrare solo come Dante si esprimerebbe oggigiorno di fronte a cotanta ignoranza.
A me pare che uno che dall'alto della sua cultura si sente in diritto di bacchettare il prossimo è un rompipalle. I fiorentini, che a quei tempi erano un po' come i romani, lo esiliarono a ragion veduta. Non è giusto essere disonesti ma neppure essere troppo ligi al regolamento, soprattutto quando sei tu a scriverlo.
Ovviamente non sono d'accordo. La mia stima immensa per l'opera di Dante è rafforzata proprio da quella coerenza rara, se non impossibile, trovare nella politica moderna. Dante era un "buono" incapace di doppiezze, compromessi e inganni. Sarebbe un modello per molti di dedizione assoluta ai propri ideali che invece ora vediamo traditi continuamente, e alla propria patria, che in Italia sta diventando un concetto astratto.
Non parliamo poi di quanto era "tosto": esilio, umiliazioni, privazioni, l'essere classificato un colpevole, per lui enorme mortificazione, lo resero ancora più forte e convinto dei suoi ideali.
Pensandoci bene sono un rompipalle pure io, Perchè se anche la vignetta è di altri l'averla pubblicata mi colloca tra quelli che la pensano così (e anzi io l'ho anche un pò appesantita!!!)
Mi hai fatto parlare troppo. Questa è la prima e ultima volta.
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