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venerdì 30 giugno 2017

I delitti de "La Mano Nera" (Giuseppe Ruvolino e famiglia di Pellaro)



Uno dei delitti più atroci compiuti dalla mano nera avvenne nel paesino di Péllaro nei pressi di Reggio Calabria il 4 settembre del 1910. 

Un emigrante calabrese a New York, , partecipa a una rapina organizzata dal clan mafioso al quale si è affiliato per poter sopravvivere. Il colpo fallisce e la polizia lo cattura. Sotto promessa della libertà fa il nome dei suoi complici pur conoscendo il rischio a cui va incontro. A seguito della delazione ottiene la libertà come promessogli, ma consapevole che lo "sgarro" equivale alla condanna a morte da parte dell' organizzazione mano nera cui appartiene, lascia gli USA e con l'intera famiglia rientra in Calabria nella speranza di sottrarsi alla vendetta dei compagni. 

Si sbaglia. La notte del 4 settembre 1910 uno o più malviventi mascherati penetrano nella sua abitazione e lo uccidono barbaramente con asce e coltelli e sterminano tutta la famiglia, composta dalla moglie e da sei figli, il più piccolo dei quali ha appena quattro mesi. Si racconta che i vicini, accorsi alle grida, udirono una delle bambine invocare con voce rotta dal pianto: "zio non mi ammazzare", ma invano. Nessuno parlò e gli assassini rimasero sconosciuti alla giustizia.



da: wikipedia

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