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mercoledì 31 maggio 2017

ore 12:00 - momento zen



Il contrabbando dei pangolini
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In Cina il pangolino si mangia (ovviamente).
Uno degli assiomi della medicina tradizionale cinese è che ogni cibo abbia proprietà medicinali e mangiando una parte di un animale se ne assumono le caratteristiche.
“Li teniamo vivi in gabbia sino a che un cliente non ne ordina uno. A quel punto gli diamo una martellata per stordirlo, gli tagliamo la gola e lo dissanguiamo per una morte lenta. Lo bolliamo per riuscire ad eliminare le squame durissime, tagliamo la carne in pezzi più piccoli e la utilizziamo per cucinare diversi piatti, tra cui il brasato e la minestra. Spesso i clienti si portano a casa il sangue”. Così uno chef cantonese ci racconta come trasformare il pangolino in una delicatezza da cento euro al chilo. 
Le squame non si scartano di certo: si ritiene che aiutino a curare molte malattie come asma e artrite, e vengono consigliate alle madri in allattamento e ai neonati. 
In Vietnam e Cambogia usano metterlo interamente sotto spirito per produrre un tonico con chissà quali proprietà benefiche.
Per non farsi mancare niente, anche la pipì di pangolino pare avere proprietà curative.




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