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giovedì 13 aprile 2017

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12 aprile 2017

ROMA - Secondo il rapporto dell'Unicef pubblicato oggi, "Silent Shame: Bringing out the voices of children caught in the Lake Chad crisis", il numero di bambini utilizzati in attacchi suicidi nel conflitto del lago Ciad - che coinvolge Nigeria, Ciad, Niger e Camerun - è aumentato a 27 nei primi tre mesi del 2017, rispetto ai 9 casi nello stesso periodo dell'anno scorso. Secondo il rapporto questo incremento rispecchia una pericolosa tattica dei ribelli. Finora, dal 2014, sono stati utilizzati 117 bambini per portare a termine attacchi con bombe in luoghi pubblici in Nigeria, Ciad, Niger e Camerun: 4 nel 2014, 56 nel 2015, 30 nel 2016 e 27 solo nei primi tre mesi del 2017. Nella maggior parte di questi attacchi sono state utilizzate ragazze. Per questo, le ragazze, i ragazzi e anche i bambini vengono visti con maggiore timore presso i mercati e ai checkpoint, in quanto si sospetta che trasportino esplosivo.




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