L'animale che un tempo viveva selvaggio nella natura e ora sta nell'arena di un circo, ebbene quell'animale ama il suo domatore? E' possibile, ma non è la regola. Ognuno dei due dipende dall'altro. Uno ha bisogno dell'altro e delle sue acrobazie per gonfiarsi come una rana muggente, sotto la luce dei proiettori e nel frastuono della musica; l'altro per avere un punto fisso nell'abbagliante caos generale. La bestia deve sapere dov'è il sopra e dov'è il sotto altrimenti tutto d'un tratto si ritrova a testa in giù. Senza il suo domatore, sarebbe costretta a volare per terra in caduta libera, o ad andare alla deriva nello spazio e divorare, a stritolare con gli artigli e con le zanne tutto quel che incontra sulla sua strada. Così, invece c'è sempre qualcuno che le dice se qualcosa è commestibile o no. A volte, addiritura, il genere voluttuario le viene offerto premasticato o tagliato a pezzetti. La logorante ricerca di cibo viene cosi a cadere completamente, e con quella l'avventura nella giungla. Lì, infatti, il leopardo sa ancora che cos'è buono per lui e se lo prende, chesia un'antilope o un cacciatore bianco poco prudente. Ora di giorno la bestia conduce una vita contemplativa, medita sui pezzi di bravura in cui dovrà esibirsi di sera: saltare attraverso cerchi infuocati, salire sugli sgabelli, serrare di scatto le mascelle intorno a un collo senza dilaniarlo, eseguire passi di danza a tempo con altri animali o da sola, con animali che in natura- dove non esiste legge che regoli il traffico- avrebbe azzannato alla gola o davanti ai quali si sarebbe ritratta, se ne avesse ancora avuto il tempo. Sulla testa o sul dorso la bestia porta ridicole bardature, e si vedono persino fantini su cavalli ingualdrappati in fodere di cuoio! E il suo padrone, il domatore, fa schioccare la frusta! Loda o punisce, a seconda. A seconda di quello che si è meritato la bestia. Ma finora neppure il domatore più scaltro ha avuto l'idea di mandare per strada un leopardo o una leonessa con una custodia di violino in spalla. L'orso in bicicletta è il massimo che un uomo potesse immaginare.
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